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Le risposte del candidato Massimo Zedda

  1. Percorrendo marciapiedi e piazze di Cagliari con un passeggino o accompagnando un anziano con difficoltà di deambulazione o spingendo una carrozzina con una persona con disabilità ci si scontra ancora con piccole e grandi barriere architettoniche. Chiediamo ai candidati: cosa intendete fare per affrontare questo problema e rendere Cagliari una città realmente per tutti?
    Propongo al mondo dell’impresa un piano per la città, cioè la riqualificazione urbana dell’esistente senza il consumo di nuovo territorio. Insieme al recupero del patrimonio immobiliare pubblico e privato inutilizzato e in stato di abbandono, per restituire case a canone agevolato ai giovani, alle giovani coppie e agli studenti, seguendo le migliori opportunità del risparmio energetico, il Comune incentiverà le imprese che operano nell’edilizia per la manutenzione delle strade e dei marciapiedi, insieme all’eliminazione delle barriere architettoniche. In questo modo otterremo due risultati: una città a misura di tutti da una parte, dall’altra la creazione di nuovi posti di lavoro. Senza dimenticare che Cagliari accogliente per tutti i suoi abitanti lo sarà anche per i turisti.
  2. Numerose esperienze in città italiane e europee hanno mostrato l’importanza per gli anziani di spazi da dedicare alla cura del verde. Chiediamo ai candidati sindaco: ritenete di impegnarvi per la creazione in città degli orti urbani?
    In città esistono già diverse esperienze per così dire “autonome”. Quella degli orti urbani è una opportunità non solo per gli anziani. Anzi: loro potrebbero essere i protagonisti di progetti da portare avanti con le scuole primarie – l’esperienza e la memoria sono valori importanti per le nuove generazioni – ma anche in relazione alle politiche sociali, in particolare con la partecipazione dei ragazzi delle comunità per minori che potrebbero imparare un mestiere ed essere responsabilizzati con un contributo importante alla bellezza della città.
  3. Le piste ciclabili sono da tempo una realtà in tutto il mondo e la loro presenza consente di alleggerire notevolmente il traffico automobilistico. Chiediamo ai candidati: per rendere realmente efficace l’uso della bici come alternativa all’auto, ritenete opportuno realizzare un numero considerevole di piste ciclabili con elevati livelli di qualità e sicurezza?
    I percorsi ciclabili – non le semplici piste per la passeggiata domenicale, ma veri e propri percorsi utilizzabili anche da casa al posto di lavoro – fanno parte integrante del programma che abbiamo scritto per la mobilità sostenibile in città. In primo luogo è necessario rendere funzionali e valorizzare quelle già esistenti: penso ai percorsi lungo i canali del Parco del Molentargius, che collegano già Quartu, Monserrato e Cagliari. Ed è fondamentale, nell’ottica di un sistema integrato di trasporto pubblico – studiare nuovi percorsi anche tenendo conto della morfologia della città: prevedendo la possibilità di trasportare la bicicletta anche sulla metropolitana leggera e sui pullman del Ctm.
  4. Le biciclette a noleggio (bike sharing) necessitano di una distribuzione capillare per rendere il servizio realmente utile. Riteniamo fondamentale per una città moderna la disponibilità di auto elettriche di scambio (car sharing) alimentate da fonti rinnovabili, come valida alternativa all’automobile privata. I candidati quali iniziative intendono promuovere in tal senso?
    Bike e car sharing fanno parte del piano integrato di trasporto pubblico che abbiamo in mente per la città. Il punto fondamentale è come riuscire ad abbattere il numero di auto private – a oggi circa 170mila – che ogni giorno arrivano dall’hinterland a Cagliari. In questo senso è fondamentale il completamento del progetto della metropolitana leggera con il coinvolgimento di tutti i comuni dell’area vasta e, dentro la città, da piazza Repubblica a piazza Matteotti e da lì al Poetto sino a Quartu, per chiudere il “cerchio”. La metro di superficie da sola non può bastare. Pensiamo a nuove corsie preferenziali per i pullman cittadini con la rivisitazione dei percorsi per raggiungere le zone non coperte dalla metro e il rafforzamento delle corse anche notturne; pensiamo all’incentivo pubblico per l’uso dei taxi per determinate categorie: donne incinta, mamme con bambini sino ai 3-4 anni, anziani. In più i mezzi elettrici, che possono essere le auto ma anche e soprattutto mezzi collettivi: dalla via Roma verso i quartieri del centro storico e le zone a traffico limitato.
  5. Chiediamo ai candidati: quali azioni concrete di sostenibilità intendete promuovere nelle attività istituzionali Comunali? Ad esempio l’introduzione di mense biologiche, la sostituzione delle posate di plastica con quelle biodegradabili e il controllo dei consumi energetici nei plessi scolastici di pertinenza del Comune, auspicando l’introduzione di sistemi per l’autoproduzione energetica da fonte rinnovabile a basso costo.
    La sostenibilità non è solo un valore ambientale. Applicando pratiche virtuose, l’amministrazione pubblica avrà anche un ritorno economico non indifferente: ogni anno il Comune di Cagliari spende milioni di euro solo per l’energia elettrica. I pannelli fotovoltaici sui tetti degli uffici comunali e su quelli delle scuole sono oggi realizzabili con investimenti minimi che producono un grande risparmio: a oggi – basta vedere le nuove costruzioni nel Parco della Musica, ad esempio le strutture sulla via Cao di San Marco – i progetti messi in campo dall’amministrazione non hanno mai previsto questo tipo di opportunità. Lo stesso vale per accorgimenti più piccoli in termini economici: dalla semplice sostituzione delle posate in plastica con quelle biodegradabili, come sottolineate voi, al recupero della carta cosiddetta nobile (i fogli A4 per le fotocopie) negli uffici e nelle scuole. A Cagliari esiste una cooperativa sociale che opera in questo settore e collabora già con diverse amministrazioni in tutta Italia, consentendo con la differenziata sulla differenziata della carta di risparmiare importanti risorse che potrebbero essere investite in altro. Diventa importante, in questo senso, un progetto concreto di educazione alla differenziata già nelle scuole: saranno i bambini, poi, a ricordare ai genitori disattenti dove si butta cosa e come può essere riciclato quel determinato materiale. Il ruolo del Comune è fondamentale: non basta stampare un depliant in cui si celebrano i risultati ottenuti se poi, anche in occasioni di grandi manifestazioni, non si attrezzano le aree neppure con i cassonetti per l’indifferenziata. Figurarsi per la differenziata.
  6. Che misure intendono adottare i candidati per valorizzare ed eventualmente ampliare uno degli elementi urbani di primaria importanza per la qualità della vita: il verde pubblico?
    In primo luogo è importante riqualificare le aree verdi esistenti, senza interventi calati dall’alto come è successo per piazzetta Maxia ma con il contributo dei cittadini e dei comitati di quartiere che diventano indispensabili in assenza delle circoscrizioni. Poi servono regole chiare e precise, a iniziare dai piani comunali: non è concepibile che i cosiddetti vuoti urbani, come prevede il piano particolareggiato del centro storico, cambino la loro destinazione da aree di servizi e verde pubblico a zone edificabili. Vale per il centro come per le periferie. A Is Mirrionis ci sono degli anziani che si incontrano seduti su un muretto, in mancanza di altri spazi. A Monreale la situazione è la stessa: con un’area verde esistente ma in totale stato di abbandono. Sono solo due esempi, e potrebbero essercene altri. Nei quartieri le aree verdi attrezzate e fruibili da tutti costituiranno luoghi importanti di socializzazione ma anche di controllo indiretto del territorio, da parte degli stessi frequentatori.
  7. La disponibilità di campi da gioco (in particolare calcio e pallacanestro) rappresentano un’occasione fondamentale di socializzazione per bambini e ragazzi ma in città sono quasi completamente scomparsi Chiediamo ai candidati: ritenete di dover destinare piccoli spazi urbani a campi da gioco utilizzabili gratuitamente?
    Il discorso è lo stesso fatto per il verde urbano, sotto tutti i punti di vista, con in più il valore formativo dello sport. In città esistono alcuni spazi, anche per sport minori e penso alla pista di pattinaggio e alle rampe per gli skaters di via Rockfeller, completamente abbandonati e quindi pericolosi per gli stessi frequentatori. Altro paradosso: in una città sul mare manca qualsiasi struttura per sport estivi emergenti come il beach volley o il beach tennis. Eppure anche vicino alla spiaggia abbiamo spazi a disposizione, come i campi da calcio in cui si allenava il Cagliari anni fa. La stessa area attorno allo stadio Sant’Elia è già utilizzata da amatori e società per gli allenamenti: installare qualche canestro nell’area dei parcheggi, utilizzabile durante la settimana o nelle domenica in cui il Cagliari gioca in trasferta può essere un’altra opportunità. I piccoli impianti di quartiere non sono in condizioni migliori. Vanno recuperati quelli in stato di abbandono e creata una rete di piccoli spazi attrezzati nei vari quartieri. Vanno sfruttate le piazze e gli angoli di strada protetti dal traffico per ricavare piccoli campi di basket, calcetto, pallavolo, bocce gestiti da associazioni di quartiere che ne preservino anche la funzione sociale e li tutelino da atti di vandalismo e dalla trascuratezza. In tutte le strutture comunali, poi, andrà garantita piena accessibilità per l’attività motoria per i disabili e promossa l’utenza scolastica e giovanile.
  8. La raccolta differenziata è un nodo centrale per la sostenibilità ambientale. Chiediamo ai candidati: in quale maniera ritenete di poter incrementare la percentuale di raccolta differenziata?
    Abbiamo in città la tassa sui rifiuti più alta in Italia e il peggior servizio di raccolta, con le percentuali di differenziazione che stentano a decollare. Succede questo perché i cittadini non sono incentivati: paghiamo, a prescindere dal virtuosismo di ognuno, una tassa calcolata sui metri quadri delle abitazioni e delle attività commerciali e non su quanto effettivamente un abitante differenzia. Il passaggio dalla tassa alla tariffa permetterà a ogni singolo cagliaritano di percepire effettivamente quale sia il vantaggio – anche economico – nel contribuire a una maggiore quantità e qualità della raccolta differenziata. In alcuni quartieri del centro storico è poi possibile portare avanti un progetto pilota di raccolta porta a porta, già previsto nel piano regionale dei rifiuti e mai sperimentato in città.
  9. In varie parti d’Italia e d’Europa i consigli comunali dei bambini sono una realtà e completano realmente l’azione degli amministratori e dei consiglieri. Chiediamo ai candidati: ritenete opportuno sostenere questo genere di iniziative?
    Una città a misura di bambino è una città a misura di tutti. Sono i cittadini di domani, per cui è necessario sostenere iniziative come quella dei consigli comunali dei bambini. I buoni esempi non mancano: a Fano, a esempio, è formato da un bambino e una bambina delle classi quarte e quinte di ogni scuola elementare della città, in modo da rappresentare tutti i quartieri. Producono documenti, proposte e iniziative con cui coinvolgono il consiglio comunale degli adulti e i cittadini. Esperienze di democrazia partecipata da portare anche a Cagliari e far diventare parte integrante della vita in città.
  10. A Cagliari sono nati eventi pubblici di altissimo livello che fanno registrare una partecipazione sempre più ampia, in particolare festival di letteratura e di scienza. Considerata l’importanza di questi eventi, a vantaggio delle famiglie con bambini, quali misure intendete adottare per sostenere queste iniziative?
    10) C’è stata la tendenza, negli ultimi anni da parte del Comune, di dettare le linee guida della cultura in città. Nel frattempo però sono nati eventi che si sono affermati negli anni come importanti appuntamenti anche a livello internazionale. Penso che l’amministrazione pubblica debba mettere in condizione le associazioni culturali di lavorare al meglio e con una certa sicurezza anche economica: con una programmazione triennale delle risorse e una campagna di informazione che permetta l’offerta migliore anche per i turisti. Fondamentale, poi, mettere a disposizione il maggior numero di spazi comunali possibili, anche nei quartieri che di solito non sono interessati da questi festival. E’ anche dalla ricerca di nuove opportunità di lavoro in settori finora poco esplorati da parte dell’amministrazione comunale – come la cultura e l’ambiente – che passa il rilancio della città.
 

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