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Le risposte della candidata Ornella Demuru

  1.  Percorrendo marciapiedi e piazze di Cagliari con un passeggino o accompagnando un anziano con difficoltà di deambulazione o spingendo una carrozzina con una persona con disabilità ci si scontra ancora con piccole e grandi barriere architettoniche. Chiediamo ai candidati: cosa intendete fare per affrontare questo problema e rendere Cagliari una città realmente per tutti?
    Una città costruita intorno a chi ha più difficoltà è una città comoda e vivibile per tutti. Questo principio vale sempre. Nello specifico, progettare una fruibilità degna di questo nome, per chi ha più problemi a muoversi, diventa una passerella con tappeto rosso per chiunque. Il problema più vistoso che impedisce tale fruibilità sono le vetture ammassate in ogni angolo delle strade. Da qui, secondo noi, si deve partire. Una mobilità pubblica, capillare, integrata con mezzi dimensionati alle caratteristiche delle varie zone, è il passo obbligato se si vuole liberare le strade e i marciapiede. Una politica tesa ad eliminare il bisogno dell’auto e quindi che garantisca il diritto a muoversi liberamente per tutti, permette che i marciapiedi e le strade diventino luoghi grandi, belli, percorribili per tutti.

  2. Numerose esperienze in città italiane e europee hanno mostrato l’importanza per gli anziani di spazi da dedicare alla cura del verde. Chiediamo ai candidati sindaco: ritenete di impegnarvi per la creazione in città degli orti urbani?
    Nel nostro programma abbiamo dedicato una sezione quartieri, individuando i giardini pubblici e privati, come un luogo di costruzione del tessuto sociale ed uno svago utile per gli anziani. Chiunque abbia abitato in un condominio in periferia, sa che il giardino interno è ormai sacrificato a parcheggio. Oggi ogni componente di una famiglia,in età maggiore, ha un’auto e, la necessità di trovare posto per tutte le auto è diventata prioritaria rispetto a qualsiasi altra esigenza. Basterebbe accorpare più cortili interni, ri-progettarne la zona parcheggi in modo più funzionale, per avere degli spazi nuovi da affidare a chi voglia dedicarsi al giardinaggio. Questa riorganizzazione degli spazi condominiali permetterebbe inoltre di aprire dei varchi pedonali che renderebbero semplice il raggiungimento delle vie parallele senza dover circumnavigare gli enormi isolati, rendendo più gradevole e facile camminare a piedi in queste zone altrimenti desolate. Un sistema semplice per la riqualificazione dei quartieri periferici ed in cambio della trasformazione a “pubblico” dei cortili condominiali, l’amministrazione pubblica potrebbe curarne la illuminazione e la pulizia ,mettendo inoltre a disposizione dei condomini giardinieri, terriccio, attrezzi, bulbi etc. Da riconquistare tutte le aree ora militari come ad esempio la splendida zona fronte stagno sotto il Binaghi.

  3.  Le piste ciclabili sono da tempo una realtà in tutto il mondo e la loro presenza consente di alleggerire notevolmente il traffico automobilistico. Chiediamo ai candidati: per rendere realmente efficace l’uso della bici come alternativa all’auto, ritenete opportuno realizzare un numero considerevole di piste ciclabili con elevati livelli di qualità e sicurezza?
    Nel nostro programma, la mobilità pubblica è il punto più forte per la riqualificazione della città a partire dal centro storico sino a tutta l’area metropolitana. La metropolitana interrata e di superficie, gli autobus elettrici e a basso impatto di inquinamento, le connessioni con aeroporto e porto, la linea ferroviaria integrata, sono gli strumenti con i quali rendere vivibile qualunque città. Cagliari non ha mai avuto una politica in questo senso e sino ad oggi ha soltanto promosso la costruzione di parcheggi a pagamento nel centro della città. Questo non ha certo favoritolo smaltimento del traffico ma al contrario lo ha aumentato. Esistono progetti di piste ciclabili, presentati da tempo da varie associazioni, mai presi in considerazione. La città di Cagliari ha molte salite e discese ma è possibile realizzare le piste seguendo il criterio ad “anello”. Una città come Cagliari ha l’obbligo di rispondere alle esigenze e al diritto di mobilità dei suoi cittadini.

  4. Le biciclette a noleggio (bike sharing) necessitano di una distribuzione capillare per rendere il servizio realmente utile. Riteniamo fondamentale per una città moderna la disponibilità di auto elettriche di scambio (car sharing) alimentate da fonti rinnovabili, come valida alternativa all’automobile privata. I candidati quali iniziative intendono promuovere in tal senso?
    Certamente il bike sharing deve essere rafforzato perché sia un servizio realmente utile. le stazioni attualmente sono pochissime, non sono protette da pensiline e non sono collegate da piste ciclabili. La bicicletta con pedalata assistita è poi il mezzo da mettere a disposizione perché tutti possano davvero percorrere le salite e poi trovare la stazione di scambio più vicina possibile alla zona di destinazione.

  5. Chiediamo ai candidati: quali azioni concrete di sostenibilità intendete promuovere nelle attività istituzionali Comunali? Ad esempio l’introduzione di mense biologiche, la sostituzione delle posate di plastica con quelle biodegradabili e il controllo dei consumi energetici nei plessi scolastici di pertinenza del Comune, auspicando l’introduzione di sistemi per l’autoproduzione energetica da fonte rinnovabile a basso costo.
    Il nostro programma prevede una serie di iniziative ed incentivi per il Km zero. La promozione a tutti i livelli del Km zero è tesa sopratutto alla ricostruzione del mercato interno. Per quanto riguarda l’agro alimentare, non sempre le aziende sarde sono aziende biologiche. Un programma di questo genere deve costruire le basi perché avvenga la rivoluzione culturale delle nostre aziende e le mense scolastiche sono un primo passo in questa direzione. Consideriamo un dovere della scuola, garantire l’istruzione curricolare, l’educazione alimentare, la socializzazione, lo sport e la musica. Il programma di ProgReS mette la scuola al primo punto programmatico, estendendo a tutte le scuole la organizzazione a “tempo lungo” (materie curricolari al mattino, mensa, doposcuola,sport e musica). Questo tipo di organizzazione garantisce a tutti i bambini e ragazzi, siano essi extra comunitari, rom o comunque provenienti da nuclei familiari con disagi, un raggiungimento delle competenze attraverso il supporto di insegnanti per i compiti e lo studio, una buona alimentazione, la possibilità di fare uno sport e di imparare uno strumento musicale. Ogni scuola deve essere dotata di sistemi di autoproduzione energetica da fonti rinnovabili, che ne garantiscano l’auto sufficienza.

  6. Che misure intendono adottare i candidati per valorizzare ed eventualmente ampliare uno degli elementi urbani di primaria importanza per la qualità della vita: il verde pubblico?
    Negli anni una politica scellerata ha pensato di tagiare alberi o di riempire vuoti. Comitati spontanei di cittadini si sono formati allo scopo di impedirne la realizzazione (due esempi per tutti possono essere Piazza Garibaldi e Via Fara), ma non sempre queste battaglie hanno avuto successo. Una città bella non solo conserva il suo patrimonio verde ma lo deve aumentare. La realizzazione di parchi è uno strumento fondamentale per la riqualificazione di quartieri degradati. L’esperienza di Harlem, ripresa recentemente da città come Lione o Copenhagen, possono rivelarsi preziose: Il parco tascabile vest-pocket park (letteralmente parchi da tasca di giubbotto) e cioè uno spazio verde non previsto  in partenza ma realizzato negli spazi inattesi, in vuoti cittadini, in aree abbandonate o in attesa di destinazione d’uso.  Costruire un parco tascabile insieme alla cittadinanza e con essa decidere presenza o meno di recinzioni, il tipo di attrezzature per il gioco da preferire, ecc.), per le quali, forse, non vi può essere una risposta univoca: le possibili risposte infatti vanno  ricercate con pazienza, la sperimentazione e il monitoraggio, consapevoli che anche queste piccole “infrastrutture della socialità”, i giardini tascabili, possono contribuire ad una crescita culturale e favorire quella solidarietà tra i cittadini che, oltre ad apparire sempre più necessaria nell’epoca in cui viviamo, costituisce il miglior presidio degli stessi spazi pubblici. Le aree a cui noi pensiamo,sono sopratutto quelle individuate recentemente dalla uscente giunta Floris per l’housing sociale, considerato che una città in costante spopolamento non sia il riempimento dei vuoti la soluzione, riteniamo questi spazi fondamentali  per  la nostra città.

  7. La raccolta differenziata è un nodo centrale per la sostenibilità ambientale. Chiediamo ai candidati: in quale maniera ritenete di poter incrementare la percentuale di raccolta differenziata?
    ProgReS, è assolutamente in linea con una politica mondiale tesa al riciclo ed ad una progressiva diminuzione del residuo da incenerire sino alla eliminazione totale dell’incenerimento. Noi consideriamo oggi il rifiuto una risorsa e non un ingombro. Gli esempi più interessanti ci arrivano dal Nord Europa e grazie alla presenza di grandi professionalità tra l’università e la ricerca, non possiamo che pensare che Cagliari debba essere in grado di essere all’avanguardia in questo ambito.

  8. La disponibilità di campi da gioco (in particolare calcio e pallacanestro) rappresentano un’occasione fondamentale di socializzazione per bambini e ragazzi ma in città sono quasi completamente scomparsi Chiediamo ai candidati: ritenete di dover destinare piccoli spazi urbani a campi da gioco utilizzabili gratuitamente?
    Come già scritto più sopra, riteniamo che la scuola debba essere il luogo principale deputato alla formazione sportiva dei ragazzi. Lo sport è fondamentale per una crescita armoniosa, per imparare la collaborazione e la cooperazione ed è uno strumento eccezionale per la conquista della fiducia in se stessi. Riteniamo pertanto che lo sport sia un diritto e come tale deve essere disponibile per tutti.

  9. In varie parti d’Italia e d’Europa i consigli comunali dei bambini sono una realtà e completano realmente l’azione degli amministratori e dei consiglieri. Chiediamo ai candidati: ritenete opportuno sostenere questo genere di iniziative?
    Si, sono iniziative interessanti e formanti, sopratutto perché misurano gli individui in crescita, con le esigenze della democrazia. Siamo inoltre convinti che l’educazione alla partecipazione sia assolutamente necessaria in una città che ha visto franare pericolosamente la delega politica. Nel nostro futuro consiglio comunale, devono avere spazio sia i bambini che ogni raggruppamento spontaneo di cittadini, per una democrazia il più partecipata possibile.

  10.  A Cagliari sono nati eventi pubblici di altissimo livello che fanno registrare una partecipazione sempre più ampia, in particolare festival di letteratura e di scienza. Considerata l’importanza di questi eventi, a vantaggio delle famiglie con bambini, quali misure intendete adottare per sostenere queste iniziative?
    Così come già scritto, la cultura è il primo punto programmatico di ProgReS e promuovere, incentivare e supportare iniziative rivolte ai bambini e alle famiglie è assolutamente in linea con ciò che pensiamo sia il compito di una amministrazione cittadina. I bambini sono i cittadini di domani, della Cagliari per la quale stiamo lavorando.
 

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Le risposte del candidato Massimo Zedda

  1. Percorrendo marciapiedi e piazze di Cagliari con un passeggino o accompagnando un anziano con difficoltà di deambulazione o spingendo una carrozzina con una persona con disabilità ci si scontra ancora con piccole e grandi barriere architettoniche. Chiediamo ai candidati: cosa intendete fare per affrontare questo problema e rendere Cagliari una città realmente per tutti?
    Propongo al mondo dell’impresa un piano per la città, cioè la riqualificazione urbana dell’esistente senza il consumo di nuovo territorio. Insieme al recupero del patrimonio immobiliare pubblico e privato inutilizzato e in stato di abbandono, per restituire case a canone agevolato ai giovani, alle giovani coppie e agli studenti, seguendo le migliori opportunità del risparmio energetico, il Comune incentiverà le imprese che operano nell’edilizia per la manutenzione delle strade e dei marciapiedi, insieme all’eliminazione delle barriere architettoniche. In questo modo otterremo due risultati: una città a misura di tutti da una parte, dall’altra la creazione di nuovi posti di lavoro. Senza dimenticare che Cagliari accogliente per tutti i suoi abitanti lo sarà anche per i turisti.
  2. Numerose esperienze in città italiane e europee hanno mostrato l’importanza per gli anziani di spazi da dedicare alla cura del verde. Chiediamo ai candidati sindaco: ritenete di impegnarvi per la creazione in città degli orti urbani?
    In città esistono già diverse esperienze per così dire “autonome”. Quella degli orti urbani è una opportunità non solo per gli anziani. Anzi: loro potrebbero essere i protagonisti di progetti da portare avanti con le scuole primarie – l’esperienza e la memoria sono valori importanti per le nuove generazioni – ma anche in relazione alle politiche sociali, in particolare con la partecipazione dei ragazzi delle comunità per minori che potrebbero imparare un mestiere ed essere responsabilizzati con un contributo importante alla bellezza della città.
  3. Le piste ciclabili sono da tempo una realtà in tutto il mondo e la loro presenza consente di alleggerire notevolmente il traffico automobilistico. Chiediamo ai candidati: per rendere realmente efficace l’uso della bici come alternativa all’auto, ritenete opportuno realizzare un numero considerevole di piste ciclabili con elevati livelli di qualità e sicurezza?
    I percorsi ciclabili – non le semplici piste per la passeggiata domenicale, ma veri e propri percorsi utilizzabili anche da casa al posto di lavoro – fanno parte integrante del programma che abbiamo scritto per la mobilità sostenibile in città. In primo luogo è necessario rendere funzionali e valorizzare quelle già esistenti: penso ai percorsi lungo i canali del Parco del Molentargius, che collegano già Quartu, Monserrato e Cagliari. Ed è fondamentale, nell’ottica di un sistema integrato di trasporto pubblico – studiare nuovi percorsi anche tenendo conto della morfologia della città: prevedendo la possibilità di trasportare la bicicletta anche sulla metropolitana leggera e sui pullman del Ctm.
  4. Le biciclette a noleggio (bike sharing) necessitano di una distribuzione capillare per rendere il servizio realmente utile. Riteniamo fondamentale per una città moderna la disponibilità di auto elettriche di scambio (car sharing) alimentate da fonti rinnovabili, come valida alternativa all’automobile privata. I candidati quali iniziative intendono promuovere in tal senso?
    Bike e car sharing fanno parte del piano integrato di trasporto pubblico che abbiamo in mente per la città. Il punto fondamentale è come riuscire ad abbattere il numero di auto private – a oggi circa 170mila – che ogni giorno arrivano dall’hinterland a Cagliari. In questo senso è fondamentale il completamento del progetto della metropolitana leggera con il coinvolgimento di tutti i comuni dell’area vasta e, dentro la città, da piazza Repubblica a piazza Matteotti e da lì al Poetto sino a Quartu, per chiudere il “cerchio”. La metro di superficie da sola non può bastare. Pensiamo a nuove corsie preferenziali per i pullman cittadini con la rivisitazione dei percorsi per raggiungere le zone non coperte dalla metro e il rafforzamento delle corse anche notturne; pensiamo all’incentivo pubblico per l’uso dei taxi per determinate categorie: donne incinta, mamme con bambini sino ai 3-4 anni, anziani. In più i mezzi elettrici, che possono essere le auto ma anche e soprattutto mezzi collettivi: dalla via Roma verso i quartieri del centro storico e le zone a traffico limitato.
  5. Chiediamo ai candidati: quali azioni concrete di sostenibilità intendete promuovere nelle attività istituzionali Comunali? Ad esempio l’introduzione di mense biologiche, la sostituzione delle posate di plastica con quelle biodegradabili e il controllo dei consumi energetici nei plessi scolastici di pertinenza del Comune, auspicando l’introduzione di sistemi per l’autoproduzione energetica da fonte rinnovabile a basso costo.
    La sostenibilità non è solo un valore ambientale. Applicando pratiche virtuose, l’amministrazione pubblica avrà anche un ritorno economico non indifferente: ogni anno il Comune di Cagliari spende milioni di euro solo per l’energia elettrica. I pannelli fotovoltaici sui tetti degli uffici comunali e su quelli delle scuole sono oggi realizzabili con investimenti minimi che producono un grande risparmio: a oggi – basta vedere le nuove costruzioni nel Parco della Musica, ad esempio le strutture sulla via Cao di San Marco – i progetti messi in campo dall’amministrazione non hanno mai previsto questo tipo di opportunità. Lo stesso vale per accorgimenti più piccoli in termini economici: dalla semplice sostituzione delle posate in plastica con quelle biodegradabili, come sottolineate voi, al recupero della carta cosiddetta nobile (i fogli A4 per le fotocopie) negli uffici e nelle scuole. A Cagliari esiste una cooperativa sociale che opera in questo settore e collabora già con diverse amministrazioni in tutta Italia, consentendo con la differenziata sulla differenziata della carta di risparmiare importanti risorse che potrebbero essere investite in altro. Diventa importante, in questo senso, un progetto concreto di educazione alla differenziata già nelle scuole: saranno i bambini, poi, a ricordare ai genitori disattenti dove si butta cosa e come può essere riciclato quel determinato materiale. Il ruolo del Comune è fondamentale: non basta stampare un depliant in cui si celebrano i risultati ottenuti se poi, anche in occasioni di grandi manifestazioni, non si attrezzano le aree neppure con i cassonetti per l’indifferenziata. Figurarsi per la differenziata.
  6. Che misure intendono adottare i candidati per valorizzare ed eventualmente ampliare uno degli elementi urbani di primaria importanza per la qualità della vita: il verde pubblico?
    In primo luogo è importante riqualificare le aree verdi esistenti, senza interventi calati dall’alto come è successo per piazzetta Maxia ma con il contributo dei cittadini e dei comitati di quartiere che diventano indispensabili in assenza delle circoscrizioni. Poi servono regole chiare e precise, a iniziare dai piani comunali: non è concepibile che i cosiddetti vuoti urbani, come prevede il piano particolareggiato del centro storico, cambino la loro destinazione da aree di servizi e verde pubblico a zone edificabili. Vale per il centro come per le periferie. A Is Mirrionis ci sono degli anziani che si incontrano seduti su un muretto, in mancanza di altri spazi. A Monreale la situazione è la stessa: con un’area verde esistente ma in totale stato di abbandono. Sono solo due esempi, e potrebbero essercene altri. Nei quartieri le aree verdi attrezzate e fruibili da tutti costituiranno luoghi importanti di socializzazione ma anche di controllo indiretto del territorio, da parte degli stessi frequentatori.
  7. La disponibilità di campi da gioco (in particolare calcio e pallacanestro) rappresentano un’occasione fondamentale di socializzazione per bambini e ragazzi ma in città sono quasi completamente scomparsi Chiediamo ai candidati: ritenete di dover destinare piccoli spazi urbani a campi da gioco utilizzabili gratuitamente?
    Il discorso è lo stesso fatto per il verde urbano, sotto tutti i punti di vista, con in più il valore formativo dello sport. In città esistono alcuni spazi, anche per sport minori e penso alla pista di pattinaggio e alle rampe per gli skaters di via Rockfeller, completamente abbandonati e quindi pericolosi per gli stessi frequentatori. Altro paradosso: in una città sul mare manca qualsiasi struttura per sport estivi emergenti come il beach volley o il beach tennis. Eppure anche vicino alla spiaggia abbiamo spazi a disposizione, come i campi da calcio in cui si allenava il Cagliari anni fa. La stessa area attorno allo stadio Sant’Elia è già utilizzata da amatori e società per gli allenamenti: installare qualche canestro nell’area dei parcheggi, utilizzabile durante la settimana o nelle domenica in cui il Cagliari gioca in trasferta può essere un’altra opportunità. I piccoli impianti di quartiere non sono in condizioni migliori. Vanno recuperati quelli in stato di abbandono e creata una rete di piccoli spazi attrezzati nei vari quartieri. Vanno sfruttate le piazze e gli angoli di strada protetti dal traffico per ricavare piccoli campi di basket, calcetto, pallavolo, bocce gestiti da associazioni di quartiere che ne preservino anche la funzione sociale e li tutelino da atti di vandalismo e dalla trascuratezza. In tutte le strutture comunali, poi, andrà garantita piena accessibilità per l’attività motoria per i disabili e promossa l’utenza scolastica e giovanile.
  8. La raccolta differenziata è un nodo centrale per la sostenibilità ambientale. Chiediamo ai candidati: in quale maniera ritenete di poter incrementare la percentuale di raccolta differenziata?
    Abbiamo in città la tassa sui rifiuti più alta in Italia e il peggior servizio di raccolta, con le percentuali di differenziazione che stentano a decollare. Succede questo perché i cittadini non sono incentivati: paghiamo, a prescindere dal virtuosismo di ognuno, una tassa calcolata sui metri quadri delle abitazioni e delle attività commerciali e non su quanto effettivamente un abitante differenzia. Il passaggio dalla tassa alla tariffa permetterà a ogni singolo cagliaritano di percepire effettivamente quale sia il vantaggio – anche economico – nel contribuire a una maggiore quantità e qualità della raccolta differenziata. In alcuni quartieri del centro storico è poi possibile portare avanti un progetto pilota di raccolta porta a porta, già previsto nel piano regionale dei rifiuti e mai sperimentato in città.
  9. In varie parti d’Italia e d’Europa i consigli comunali dei bambini sono una realtà e completano realmente l’azione degli amministratori e dei consiglieri. Chiediamo ai candidati: ritenete opportuno sostenere questo genere di iniziative?
    Una città a misura di bambino è una città a misura di tutti. Sono i cittadini di domani, per cui è necessario sostenere iniziative come quella dei consigli comunali dei bambini. I buoni esempi non mancano: a Fano, a esempio, è formato da un bambino e una bambina delle classi quarte e quinte di ogni scuola elementare della città, in modo da rappresentare tutti i quartieri. Producono documenti, proposte e iniziative con cui coinvolgono il consiglio comunale degli adulti e i cittadini. Esperienze di democrazia partecipata da portare anche a Cagliari e far diventare parte integrante della vita in città.
  10. A Cagliari sono nati eventi pubblici di altissimo livello che fanno registrare una partecipazione sempre più ampia, in particolare festival di letteratura e di scienza. Considerata l’importanza di questi eventi, a vantaggio delle famiglie con bambini, quali misure intendete adottare per sostenere queste iniziative?
    10) C’è stata la tendenza, negli ultimi anni da parte del Comune, di dettare le linee guida della cultura in città. Nel frattempo però sono nati eventi che si sono affermati negli anni come importanti appuntamenti anche a livello internazionale. Penso che l’amministrazione pubblica debba mettere in condizione le associazioni culturali di lavorare al meglio e con una certa sicurezza anche economica: con una programmazione triennale delle risorse e una campagna di informazione che permetta l’offerta migliore anche per i turisti. Fondamentale, poi, mettere a disposizione il maggior numero di spazi comunali possibili, anche nei quartieri che di solito non sono interessati da questi festival. E’ anche dalla ricerca di nuove opportunità di lavoro in settori finora poco esplorati da parte dell’amministrazione comunale – come la cultura e l’ambiente – che passa il rilancio della città.
 

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Le risposte del candidato Massimo Fantola

  1. Percorrendo marciapiedi e piazze di Cagliari con un passeggino o accompagnando un anziano con difficoltà di deambulazione o spingendo una carrozzina con una persona con disabilità ci si scontra ancora con piccole e grandi barriere architettoniche. Chiediamo ai candidati: cosa intendete fare per affrontare questo problema e rendere Cagliari una città realmente per tutti?
    La accessibilità della città a tutti è un importante indice del suo grado di civiltà e della sua capacità di accoglienza vera. Spesso un “gradino” o qualsiasi altro ostacolo fisico può cambiare la qualità della vita di una persona:è’ importante un’attività di sensibilizzazione che aiuti tutti ad averne piena percezione. L’impegno della amministrazione sarà rivolto alla abolizione delle barriere, non solo fisiche, anche “culturali”, che possono rendere un cagliaritano “estraneo” in casa propria.
  2. Numerose esperienze in città italiane e europee hanno mostrato l’importanza per gli anziani di spazi da dedicare alla cura del verde. Chiediamo ai candidati sindaco: ritenete di impegnarvi per la creazione in città degli orti urbani?
    L’azione sperimentale degli “orti urbani” ha mille valenze positive: educa i bambini e i giovani al rapporto con la natura e alle responsabilità , diffonde la conoscenza della cultura “verde” e delle sue tradizioni, crea nuove opportunità di socializzazione, aiuta gli anziani a mantenersi attivi anche fisicamente, talora consente di integrare il bilancio familiare. Credo che l’iniziativa sia di grande interesse e debba essere sostenuta dall’amministrazione.
  3. Le piste ciclabili sono da tempo una realtà in tutto il mondo e la loro presenza consente di alleggerire notevolmente il traffico automobilistico. Chiediamo ai candidati: per rendere realmente efficace l’uso della bici come alternativa all’auto, ritenete opportuno realizzare un numero considerevole di piste ciclabili con elevati livelli di qualità e sicurezza?
    Si. In particolar modo sfruttando le opportunità della rete dei parchi e del litorale. L’ipotesi di piste cittadine nel contesto urbano va studiata perché deve essere ovviamente resa compatibile con la rete viaria della città.
  4. Le biciclette a noleggio (bike sharing) necessitano di una distribuzione capillare per rendere il servizio realmente utile. Riteniamo fondamentale per una città moderna la disponibilità di auto elettriche di scambio (car sharing) alimentate da fonti rinnovabili, come valida alternativa all’automobile privata. I candidati quali iniziative intendono promuovere in tal senso?
    Considero tali punti tra quelli più qualificanti del nostro programma in materia di trasporto urbano.
  5. Chiediamo ai candidati: quali azioni concrete di sostenibilità intendete promuovere nelle attività istituzionali Comunali? Ad esempio l’introduzione di mense biologiche, la sostituzione delle posate di plastica con quelle biodegradabili e il controllo dei consumi energetici nei plessi scolastici di pertinenza del Comune, auspicando l’introduzione di sistemi per l’autoproduzione energetica da fonte rinnovabile a basso costo.
    La sfida energetica è una delle più importanti scommesse della città del futuro. L’autoproduzione energetica e le reti intelligenti rappresentano una strada obbligatoria da sostenere nei modi più efficaci.
    Molte iniziative a sostegno del biologico possono essere attuate direttamente dal Comune.
    Ad esempio, già la realizzazione del progetto per un Comune “paper-free” rappresenterebbe un significativo passo in avanti sia nella trasparenza ed efficienza amministrativa, che sul versante ecologico.
  6. Che misure intendono adottare i candidati per valorizzare ed eventualmente ampliare uno degli elementi urbani di primaria importanza per la qualità della vita: il verde pubblico?
    Il verde pubblico rappresenta una ricchezza di qualsiasi città, in particolare di Cagliari che lo integra con le proprie bellezze paesaggistiche, architettoniche, artistiche, culturali.
    Secondo le statistiche, Cagliari è una delle città italiane con il miglior rapporto mq verde/abitante. Molti degli spazi verdi non sono però adeguatamente gestiti o fruibili
    Va quindi potenziata la loro piena fruibilità per i cagliaritani, anche attraverso l’esperimento dei “nonni di quartiere” che intervengono nei vari contesti per contribuire alla vigilanza e alla sicurezza.
    Va poi valorizzata la capacità degli “spazi verdi” e dei parchi urbani di essere attrattivi ai fini di “un’offerta-citta” che ha l’obiettivo primario di creare sviluppo economico, che possa dare lavoro ai tanti cagliaritani che ne hanno necessità.
  7. La raccolta differenziata è un nodo centrale per la sostenibilità ambientale. Chiediamo ai candidati: in quale maniera ritenete di poter incrementare la percentuale di raccolta differenziata?
    Intanto attraverso la diffusione della cultura della raccolta differenziata, che convince i cittadini dell’utilità a “fare sacrifici” per ottenere risultati tangibili economici individuali e di interesse generale. Poi attraverso il potenziamento della raccolta “porta a porta”, che è indispensabile per la crescita della raccolta nelle particolari situazioni urbanistiche e abitative di diversi quartieri cagliaritani
  8. La disponibilità di campi da gioco (in particolare calcio e pallacanestro) rappresentano un’occasione fondamentale di socializzazione per bambini e ragazzi ma in città sono quasi completamente scomparsi Chiediamo ai candidati: ritenete di dover destinare piccoli spazi urbani a campi da gioco utilizzabili gratuitamente?
    Ritengo intanto utile pensare al riutilizzo di campi che attualmente sono poco fruibili, anche attraverso convenzioni con le istituzioni che ne detengono la proprietà (penso ad esempio alle palestre delle scuole, ma non solo).
    E’ fondamentale la manutenzione corretta degli impianti esistenti, affidati alle società sportive, spesso in condizioni di grave sofferenza e la definizione del progetto di “cittadella dello sport” anche al servizio delle esigenze di turismo sportivo della città.
    La realizzazione di veri e propri free playground si scontra con le esigenze di garantirne comunque la manutenzione e la agibilità, ma può senz’altro diventare sostenibile nel contesto di una città che ricomincia a crescere economicamente e rilancia la propria capacità di produrre opportunità di occupazione e di lavoro.
  9. In varie parti d’Italia e d’Europa i consigli comunali dei bambini sono una realtà e completano realmente l’azione degli amministratori e dei consiglieri. Chiediamo ai candidati: ritenete opportuno sostenere questo genere di iniziative?
    Purtroppo nella nostra realtà i “consigli dei bambini” non rappresentano ancora la palestra di educazione civica e l’opportunità di sentire una “voce diversa” sulle esigenze della città, che essi rappresentano in altre realtà europee. La crescita della città passa indubbiamente anche attraverso il senso civico dei suoi abitanti e non c’è dubbio che la partecipazione alle scelte debba essere sviluppata ed educata propria partendo dalle età anagrafiche più sensibili.
  10. A Cagliari sono nati eventi pubblici di altissimo livello che fanno registrare una partecipazione sempre più ampia, in particolare festival di letteratura e di scienza. Considerata l’importanza di questi eventi, a vantaggio delle famiglie con bambini, quali misure intendete adottare per sostenere queste iniziative?
    La scommessa sulla cultura è centrale per la caratterizzazione della nostra città e il rilancio della sua economia, non solo in funzione dei residenti, ma anche con finalità di attrazione dall’esterno.
    La fruibilità delle iniziative passa attraverso il supporto logistico che permetta a tutti la partecipazione, rientrando in un più ampio progetto di piena accessibilità (ai diversamente abili, ai bambini, agli anziani) di cui sono pienamente convinto.
 

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Le risposte del candidato Gianmario Muggiri

  1. Percorrendo marciapiedi e piazze di Cagliari con un passeggino o accompagnando un anziano con difficoltà di deambulazione o spingendo una carrozzina con una persona con disabilità ci si scontra ancora con piccole e grandi barriere architettoniche. Chiediamo ai candidati: cosa intendete fare per affrontare questo problema e rendere Cagliari una città realmente per tutti?
    In assenza di sostegno finanziario da parte del Governo, richedere alla Regione di finanziare a mezzo di apposita Legge finalizzata a risolvere il problema relativo all’eliminazione, abbattimento e superamento delle barriere architettoniche. Tipo quella prevista a suo tempo dallo Stato cui alla legge 13/89, cioè quei contributi utili per l’abbattimento delle barriere architettoniche, negli edifici privati.
  2. Numerose esperienze in città italiane e europee hanno mostrato l’importanza per gli anziani di spazi da dedicare alla cura del verde. Chiediamo ai candidati sindaco: ritenete di impegnarvi per la creazione in città degli orti urbani?
    Chiederemo alla Regione, in mancanza di supporto finanziario del Governo, di finanziare il progetto mediante apposita Legge, della coltivazione organizzata di orti urbani con lo scopo di coinvolgere i cittadini tra cui gli anziani, nella valorizzazione degli spazi verdi inutilizzati e nella produzione di prodotti locali di qualità e “a chilometri zero” e questo, in presenza sul territorio di spazi verdi inutilizzati. Infatti, risulta essere tra gli anziani fortemente radicata la cultura degli orti (orti dei centri per anziani o gestiti da privati) come la necessità sempre più sentita di ricorrere a forme di organizzazione di produzione/acquisto solidali che da una parte assicurino l’approvvigionamento di prodotti locali e dall’altra permettano di mantenere contenuti i costi dei prodotti alimentari. In sostanza, così come accaduto in altri centri urbani italiani ove si sono sviluppati con un sistema molto articolato di orti, aree cortilive e spazi verdi di piccole e medie dimensioni. Generalmente la pianificazione degli spazi urbani non trascurava la necessità di autoproduzione alimentare, cultura radicata nel tessuto sociale. In considerazione di cio’, il traguardo principale del progetto sarà quello di recuperare questa identità congiuntamente all’utilizzo di pratiche di gestione sostenibili del terreno in ambito urbano. Il progetto dovrebbe svilupparsi a mezzo di tre fasi. Nella prima, dovrebbe essere condotto un censimento degli spazi coltivabili in ambito urbano e individuate le aree su cui sviluppare la successiva fase formativa. Nella seconda dovrebbero svilupparsi due percorsi, il primo informativo, il secondo formativo. Il percorso informativo si svolgerebbe attraverso la divulgazione del progetto e l’ampio coinvolgimento di tutte le parti interessate (cittadini, associazioni, studenti universitari) e attraverso la produzione e la diffusione di materiali divulgativi. L’attività formativa, si rivolgera’ ai cittadini che intendono gestire orti e spazi verdi, sviluppandosi attraverso uno specifico ed esclusivo programma d’istruzione articolato in moduli tematici che hanno affrontato i temi della filiera alimentare, delle interconnessioni con le pratiche agricole a basso impatto, della tutela ambientale e della valorizzazione del tessuto urbano. La terza fase dovrebbe essere quella pertinente alla diffusione dei risultati che si è realizzerebbe attraverso la pubblicazione della documentazione di progetto sui siti internet del Comune, della Provincia e della Regione. Naturalmente svolgendo in questa fase, un’attività di verifica di tipo quantitativo e qualitativo.
  3. Le piste ciclabili sono da tempo una realtà in tutto il mondo e la loro presenza consente di alleggerire notevolmente il traffico automobilistico. Chiediamo ai candidati: per rendere realmente efficace l’uso della bici come alternativa all’auto, ritenete opportuno realizzare un numero considerevole di piste ciclabili con elevati livelli di qualità e sicurezza?
    Assolutamente sì, in analogia al fatto che il problema lo si sta cercando di risolvere in altre città italiane, ove da subito si può notate la differenza del “numero di biciclette” in circolazione nel perimetro urbano. L’obiettivo principale a cui si ispireranno le soluzioni, consisterà nella realizzazione di percorsi ciclabili e pedonali integrati con quelli degli autoveicoli, così da far tornare le persone a piedi nelle strade, per incontrarsi, discutere e ricreare quindi socialità.
    In quest’ottica la ciclabilità sarà trattata insieme alla moderazione del traffico. Una metafora di Lorenzo Cluster, architetto svizzero, definisce le strade ed il loro cambiamento: da “corridoio” dovrebbero diventare “salotto di casa”. Ma che caratteristiche dovrebbero avere le strade? Dovrebbero essere pulite, ampie, sicure anche per le fasce deboli rappresentate dai bambini, dagli anziani e dai portatori di handicap. Badate che se le strade e la città sono a misura di bambino, sono praticamente a misura di tutti. Pertanto l’obiettivo sarà quello non solo della sicurezza ma, conseguentemente un nuovo modo di concepire gli spostamenti in economia, velocità, sicurezza”.
  4. Le biciclette a noleggio (bike sharing) necessitano di una distribuzione capillare per rendere il servizio realmente utile. Riteniamo fondamentale per una città moderna la disponibilità di auto elettriche di scambio (car sharing) alimentate da fonti rinnovabili, come valida alternativa all’automobile privata. I candidati quali iniziative intendono promuovere in tal senso?
    Il bike sharing, il car sharing e come il car pooling sono stati spesso considerati come il futuro della mobilità sostenibile, anche se come documentato in competenti sedi istituzionali e non, il loro presente non fa certo sperare in un futuro roseo, nonostante tante volte se ne sia sentito parlare come soluzioni ideali ai problemi relativi alla mobilità urbana. Tali tre soluzioni, spesso acclamate da organizzazioni non governative locali, che fanno parte oramai del vocabolario comune di molti dei cittadini di tante città, è provato che abbiano avuto una difficoltosa implementazione e per i motivi che andiamo di seguito ad analizzare, non trascurando in ogni modo quella che a mio avviso, potrebbe essere la soluzione reale al problema.
    Tralasciando il bike sharing, che sta compiendo i primi passi in molti comuni italiani, il car sharing non si è mai affermato in molte delle varie città nel quale è stato proposto e implementato come un’ottima politica di mobilità sostenibile, pure se sovente i dati relativi al suo utilizzo e alla sua effettività non sono catalogati, oppure sono interpretati da molte organizzazioni in modo non obiettivo.
    In maniera certa si può sostenere che l’idea, presente ormai da tempo altrove, non si è affermata nella nostra città sino ad oggi, poichè il car sharing trova così tante difficoltà nell’affermarsi verosimilmente proprio a causa del concetto principale sul quale esso stesso si fonda e che potrebbe consistere nel primo ostacolo alla sua implementazione. Infatti, il car sharing si basa sull’erogazione del servizio mobilità invece che sull’acquisto del prodotto automobile; perché essere proprietario di un’autovettura per 24h al giorno quando la sua funzione è quella di darci la mobilità solo in determinati momenti? Perché spendere per un prodotto quando nella realtà potremmo pagare solo il servizio? Esattamente per questa concezione è risultata in alcuni casi controproducente, poichè i cittadini sovente concepiscono le proprie autovetture quale investimento futuro, e non solo come un erogatore di servizio.
    La considerazione di non essere proprietari un automobile propria ma di possedere quote di una agenzia fornitrice di autoveicoli – e di fatto di possedere autovetture in comproprietà con persone non conosciute – può risultare svantaggioso per la buona realizzazione del progetto. Le persone amano le loro autovetture in special modo perché proprie.
    Non deve poi essere mai sottovalutata la considerazione che taluni hanno dell’automobile come status symbol, come se fosse certificazione della nostra personalità o biglietto da visita della nostra posizione sociale. Il car pooling invece, che non si basa sul product service system– cioè l’acquisto della sola erogazione del servizio invece che del prodotto che lo fornisce – ha necessita’ di un discreto lavoro dietro l’intero servizio, consistente nella raccolta di dati e dalla creazione di un database comune dove percio’ registrare i flussi di mobilità interni ad un contesto urbano; la buona riuscita del progetto consiste proprio nel poter dare diverse opportunità di “pooling” ai cittadini, di fornire più dati possibile riguardo i tratti percorsi da autovetture con disponibilità di posti.
    Nonostante tutto, pure il car pooling sta trovando più difficoltà di quante dovrebbe trovarne.
    Necessiterebbe sempre ricordare come, a volte, la cultura di una popolazione possa consistere in una barriera per queste idee o soluzioni; per talune culture l’idea di condividere il viaggio con persone sconosciute certamente non rappresenta un fattore positivo per la buona riuscita del progetto.
    A mio modesto parere, il car pooling è una politica di mobilità sostenibile che potrebbe risultare molto effettiva, proprio perché potrebbe trovare applicazione in molte semplici azioni quotidiane, come tutte le volte che andiamo a giocare a calcetto o a cena fuori in dieci utilizzando almeno 6 autovetture invece che le sole vetture necessarie. E considerando che una grandissima parte dei viaggi urbani sono effettuati da macchine con una persona sola a bordo, ecco che le quote di mercato del car pooling aumentano in prospettiva futura rispetto al suo “cugino” car sharing. Naturalmente, il concetto potrebbe cambiare nel risultato se all’iniziativa contribuisse la Regione Sardegna e così come accaduto in altre Regioni ove si stanno prospettando soluzioni differenti e innovative per la mobilità urbana per esempio in Lombardia, ove al progetto di car sharing con auto elettriche e bike sharing con biciclette elettriche a pedalata assistita stanno collaborando con Ferrovie Nord e TLN, le quali, andranno a integrare il servizio ferroviario. In sostanza, i pendolari, una volta scesi dai treni, bus etc. avranno a disposizione anche questa nuova forma di trasporto, che consentirà loro di spostarsi in maniera ecocompatibile all’interno delle città. Forse Art e CTM con la Metropolitana a cielo aperto ed altri, non godono di contributi regionali?
  5. Chiediamo ai candidati: quali azioni concrete di sostenibilità intendete promuovere nelleattività istituzionali Comunali? Ad esempio l’introduzione di mense biologiche, la sostituzione delle posate di plastica con quelle biodegradabili e il controllo dei consumi energetici nei plessi scolastici di pertinenza del Comune, auspicando l’introduzione di sistemi per l’autoproduzione energetica da fonte rinnovabile a basso costo.
    La Commissione Mondiale per l’Ambiente e lo Sviluppo (1987) ha definito lo sviluppo sostenibile come uno “sviluppo che soddisfi i bisogni del presente senza compromettere la capacita’ delle generazioni future di soddisfare i propri”. In pratica, il sistema economico, ambientale e sociale, non vanno visti come tre entita’ separate, bensì come un unico grande insieme in cui ogni persona interagisce con l’ambiente che la circonda e con altre persone. Considerato percio’ che, quando si parla di sviluppo locale si fa riferimento allo sviluppo di un sistema di relazioni tra soggetti pubblici e privati all’interno di un determinato territorio che puo’ essere piu’ o meno esteso , Regione, Provincia e Comune. Fondamentale è quindi, la pianificazione che si basa sui processi decisionali degli elementi locali e sulla loro “capacita’ di controllare”, migliorando la qualita’ della vita. Pertanto non possiamo che essere favorevoli alla introduzione di mense biologiche, alla sostituzione delle posate di plastica con quelle biodegradabili ed al controllo dei consumi energetici nei plessi scolastici di pertinenza del Comune oltre a quant’altro sia riconducibile a quanto in disamina, auspicando certamente l’introduzione di sistemi per l’autoproduzione energetica da fonte rinnovabile a basso costo, da chiunque siano concretamente proposti nell’interesse della collettivita’ cagliaritana.
  6. Che misure intendono adottare i candidati per valorizzare ed eventualmente ampliare uno degli elementi urbani di primaria importanza per la qualità della vita: il verde pubblico?
    Sappiamo che Cagliari è una delle Città più verdi d’Italia, per questo bisogna agire per curare, difendere, valorizzare, ampliare tali risorse in un criterio di sistema delle aree verdi e dei parchi, non trascurando il patrimonio lagunare e ambientale delle aree umide di S. Gilla e Molentargius e che debbono costituire elemento particolare di attrazione turistica per la nostra città marittima, ubicata tra i poli turistici di Pula e Villasimius. Il Parco di Molentargius e lo Stagno di S. Gilla, necessitano di progetti, finanziati magari con fondi comunitari, di bonifica che ne permettano la loro valorizzazione a scopi turistici e produttivi. La riqualificazione delle aree ad esso prospicienti come S. Paolo, Fangario oppure il Villaggio dei Pescatori necessitano dell’eliminazione delle discariche abusive, la bonifica ambientale delle attività industriali e dei depositi di carburante, del fascio tubiero Rumianca. La realizzazione di impianti di illuminazione, irrigazione, antincendio e la sistemazione del Parco di Terramaini, del Parco di Monte Urpinu, del Parco di San Michele e dell’Orto dei Cappuccini. Non trascurando certamente la sistemazione delle aree verdi in via Flavio Gioia, via Righi-Archimede-Euclide-piazza Pitagora, via dell’Abbazia-via Oslo, dell’area del cimitero di Pirri, delle aree prospicienti il Castello, del lungomare Colombo e della pineta di Su Siccu. La realizzazione del Parco Archeologico-ambientale di Tuvixeddu-Tuvumannu e le aree che erano nella disponibilità del Demanio Militare, in particolare della Sella del Diavolo, sulle quali, tornata la fruibilità dei cagliaritani, utili si rileverebbero la realizzazione di percorsi naturalistico-ambientali e archeologici progettati per valorizzare al meglio l’esclusivita’ dell’ambiente naturalistico del nostro territorio e testimonianze della nostra storia.
  7. La raccolta differenziata è un nodo centrale per la sostenibilità ambientale. Chiediamo ai candidati: in quale maniera ritenete di poter incrementare la percentuale di raccolta differenziata?
    Riteniamo che la soluzione possa anche consistere nel far sparire i cassonetti dell’immondizia attualmente dislocati sul territorio, promuovendo il servizio di raccolta differenziata porta a porta nell’ambito del comune di Cagliari. In questo modo, cambiando in modo rivoluzionario la metodologia della raccolta dei rifiuti, contiamo di modificare l’aspetto stesso della città di Cagliari. Certamente anche sulla base delle esperienze già in atto in territorio nazionale, è stato constatato che Il sistema migliore per conseguire alte percentuali di separazione sulla raccolta differenziata, riteniamo sia quello del porta a porta.Facciamo affidamento sulla sensibilità della cittadinanza per raggiungere elevate percentuali di differenziata che ci permetta di contenere i costi ma contemporaneamente sia in linea con la sostenibilità dell’ambiente e propedeutica allo sviluppo della cultura del recupero e del riciclo.
  8. La disponibilità di campi da gioco (in particolare calcio e pallacanestro) rappresentano un’occasione fondamentale di socializzazione per bambini e ragazzi ma in città sono quasi completamente scomparsi Chiediamo ai candidati: ritenete di dover destinare piccoli spazi urbani a campi da gioco utilizzabili gratuitamente?
    Certamente, Sport, Cultura e Salute vanno di pari passo. La sistemazione degli impianti sportivi già esistenti o la loro eventuale trasformazione, es. Stadio Comunale di S. Elia, con l’individuazione di aree demaniali da destinare a spazi o campi da gioco, perchè le attività sono tante, è per noi di fondamentale importanza. Cio’, non solo per gli anzidetti motivi o per lo svago di chiunque in maniera ludotica, ma perchè l’attività sportiva gratuita è di particolare importanza per l’educazione del giovane che si confronta con il coetaneo figlio di altre realtà sociali. In questo modo, il confronto, consente con lo sviluppo e la crescita armonica delle future generazioni di adulti.
  9. In varie parti d’Italia e d’Europa i consigli comunali dei bambini sono una realtà e completano realmente l’azione degli amministratori e dei consiglieri. Chiediamo ai candidati: ritenete opportuno sostenere questo genere di iniziative?
    Sicuramente e per i predetti motivi, questo perchè il Consiglio Comunale dei Ragazzi o “Consiglio Comunale delle Ragazze e dei Ragazzi” (“CCR”), è un consiglio comunale costituito da un gruppo di bambini e ragazzi che si interessano delle problematiche della propria città e della propria scuola. Fondamento legislativo di questa iniziativa di partecipazione politica allargate all’infanzia si richiamano alla legge del 28 agosto 1997, n° 285. Un facilitatore adulto aiuta i ragazzi a migliorare il paese, la propria scuola: il CCR, come noto, avrebbe a disposizione una somma di denaro, affidatagli dal Comune. Come essere contrari a tale realtà, se sono espressione genuina di autodeterminazione e crescita del giovane? Senza influenze esterne e strumentali?!
  10. A Cagliari sono nati eventi pubblici di altissimo livello che fanno registrare una partecipazione sempre più ampia, in particolare festival di letteratura e di scienza. Considerata l’importanza di questi eventi, a vantaggio delle famiglie con bambini, quali misure intendete adottare per sostenere queste iniziative?
    Qualsiasi attività che consenta, anche con il contributo di associazioni o enti in grado di gestire le diverse attività culturali del territorio che comunque le valorizzino tanto da, magari se si riuscisse a far pertecipare le famiglie a prezzi scontati e convenienti. Tanto da incentivare non solo gli appuntamenti, ma la partecipazione dell’unità elementare della società: la famiglia. Così, da non frustrarla per la spesa che complessivamente dovrebbe sostenere per la partecipazione.
 

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