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Le risposte del candidato Gianmario Muggiri

06 Mag
  1. Percorrendo marciapiedi e piazze di Cagliari con un passeggino o accompagnando un anziano con difficoltà di deambulazione o spingendo una carrozzina con una persona con disabilità ci si scontra ancora con piccole e grandi barriere architettoniche. Chiediamo ai candidati: cosa intendete fare per affrontare questo problema e rendere Cagliari una città realmente per tutti?
    In assenza di sostegno finanziario da parte del Governo, richedere alla Regione di finanziare a mezzo di apposita Legge finalizzata a risolvere il problema relativo all’eliminazione, abbattimento e superamento delle barriere architettoniche. Tipo quella prevista a suo tempo dallo Stato cui alla legge 13/89, cioè quei contributi utili per l’abbattimento delle barriere architettoniche, negli edifici privati.
  2. Numerose esperienze in città italiane e europee hanno mostrato l’importanza per gli anziani di spazi da dedicare alla cura del verde. Chiediamo ai candidati sindaco: ritenete di impegnarvi per la creazione in città degli orti urbani?
    Chiederemo alla Regione, in mancanza di supporto finanziario del Governo, di finanziare il progetto mediante apposita Legge, della coltivazione organizzata di orti urbani con lo scopo di coinvolgere i cittadini tra cui gli anziani, nella valorizzazione degli spazi verdi inutilizzati e nella produzione di prodotti locali di qualità e “a chilometri zero” e questo, in presenza sul territorio di spazi verdi inutilizzati. Infatti, risulta essere tra gli anziani fortemente radicata la cultura degli orti (orti dei centri per anziani o gestiti da privati) come la necessità sempre più sentita di ricorrere a forme di organizzazione di produzione/acquisto solidali che da una parte assicurino l’approvvigionamento di prodotti locali e dall’altra permettano di mantenere contenuti i costi dei prodotti alimentari. In sostanza, così come accaduto in altri centri urbani italiani ove si sono sviluppati con un sistema molto articolato di orti, aree cortilive e spazi verdi di piccole e medie dimensioni. Generalmente la pianificazione degli spazi urbani non trascurava la necessità di autoproduzione alimentare, cultura radicata nel tessuto sociale. In considerazione di cio’, il traguardo principale del progetto sarà quello di recuperare questa identità congiuntamente all’utilizzo di pratiche di gestione sostenibili del terreno in ambito urbano. Il progetto dovrebbe svilupparsi a mezzo di tre fasi. Nella prima, dovrebbe essere condotto un censimento degli spazi coltivabili in ambito urbano e individuate le aree su cui sviluppare la successiva fase formativa. Nella seconda dovrebbero svilupparsi due percorsi, il primo informativo, il secondo formativo. Il percorso informativo si svolgerebbe attraverso la divulgazione del progetto e l’ampio coinvolgimento di tutte le parti interessate (cittadini, associazioni, studenti universitari) e attraverso la produzione e la diffusione di materiali divulgativi. L’attività formativa, si rivolgera’ ai cittadini che intendono gestire orti e spazi verdi, sviluppandosi attraverso uno specifico ed esclusivo programma d’istruzione articolato in moduli tematici che hanno affrontato i temi della filiera alimentare, delle interconnessioni con le pratiche agricole a basso impatto, della tutela ambientale e della valorizzazione del tessuto urbano. La terza fase dovrebbe essere quella pertinente alla diffusione dei risultati che si è realizzerebbe attraverso la pubblicazione della documentazione di progetto sui siti internet del Comune, della Provincia e della Regione. Naturalmente svolgendo in questa fase, un’attività di verifica di tipo quantitativo e qualitativo.
  3. Le piste ciclabili sono da tempo una realtà in tutto il mondo e la loro presenza consente di alleggerire notevolmente il traffico automobilistico. Chiediamo ai candidati: per rendere realmente efficace l’uso della bici come alternativa all’auto, ritenete opportuno realizzare un numero considerevole di piste ciclabili con elevati livelli di qualità e sicurezza?
    Assolutamente sì, in analogia al fatto che il problema lo si sta cercando di risolvere in altre città italiane, ove da subito si può notate la differenza del “numero di biciclette” in circolazione nel perimetro urbano. L’obiettivo principale a cui si ispireranno le soluzioni, consisterà nella realizzazione di percorsi ciclabili e pedonali integrati con quelli degli autoveicoli, così da far tornare le persone a piedi nelle strade, per incontrarsi, discutere e ricreare quindi socialità.
    In quest’ottica la ciclabilità sarà trattata insieme alla moderazione del traffico. Una metafora di Lorenzo Cluster, architetto svizzero, definisce le strade ed il loro cambiamento: da “corridoio” dovrebbero diventare “salotto di casa”. Ma che caratteristiche dovrebbero avere le strade? Dovrebbero essere pulite, ampie, sicure anche per le fasce deboli rappresentate dai bambini, dagli anziani e dai portatori di handicap. Badate che se le strade e la città sono a misura di bambino, sono praticamente a misura di tutti. Pertanto l’obiettivo sarà quello non solo della sicurezza ma, conseguentemente un nuovo modo di concepire gli spostamenti in economia, velocità, sicurezza”.
  4. Le biciclette a noleggio (bike sharing) necessitano di una distribuzione capillare per rendere il servizio realmente utile. Riteniamo fondamentale per una città moderna la disponibilità di auto elettriche di scambio (car sharing) alimentate da fonti rinnovabili, come valida alternativa all’automobile privata. I candidati quali iniziative intendono promuovere in tal senso?
    Il bike sharing, il car sharing e come il car pooling sono stati spesso considerati come il futuro della mobilità sostenibile, anche se come documentato in competenti sedi istituzionali e non, il loro presente non fa certo sperare in un futuro roseo, nonostante tante volte se ne sia sentito parlare come soluzioni ideali ai problemi relativi alla mobilità urbana. Tali tre soluzioni, spesso acclamate da organizzazioni non governative locali, che fanno parte oramai del vocabolario comune di molti dei cittadini di tante città, è provato che abbiano avuto una difficoltosa implementazione e per i motivi che andiamo di seguito ad analizzare, non trascurando in ogni modo quella che a mio avviso, potrebbe essere la soluzione reale al problema.
    Tralasciando il bike sharing, che sta compiendo i primi passi in molti comuni italiani, il car sharing non si è mai affermato in molte delle varie città nel quale è stato proposto e implementato come un’ottima politica di mobilità sostenibile, pure se sovente i dati relativi al suo utilizzo e alla sua effettività non sono catalogati, oppure sono interpretati da molte organizzazioni in modo non obiettivo.
    In maniera certa si può sostenere che l’idea, presente ormai da tempo altrove, non si è affermata nella nostra città sino ad oggi, poichè il car sharing trova così tante difficoltà nell’affermarsi verosimilmente proprio a causa del concetto principale sul quale esso stesso si fonda e che potrebbe consistere nel primo ostacolo alla sua implementazione. Infatti, il car sharing si basa sull’erogazione del servizio mobilità invece che sull’acquisto del prodotto automobile; perché essere proprietario di un’autovettura per 24h al giorno quando la sua funzione è quella di darci la mobilità solo in determinati momenti? Perché spendere per un prodotto quando nella realtà potremmo pagare solo il servizio? Esattamente per questa concezione è risultata in alcuni casi controproducente, poichè i cittadini sovente concepiscono le proprie autovetture quale investimento futuro, e non solo come un erogatore di servizio.
    La considerazione di non essere proprietari un automobile propria ma di possedere quote di una agenzia fornitrice di autoveicoli – e di fatto di possedere autovetture in comproprietà con persone non conosciute – può risultare svantaggioso per la buona realizzazione del progetto. Le persone amano le loro autovetture in special modo perché proprie.
    Non deve poi essere mai sottovalutata la considerazione che taluni hanno dell’automobile come status symbol, come se fosse certificazione della nostra personalità o biglietto da visita della nostra posizione sociale. Il car pooling invece, che non si basa sul product service system– cioè l’acquisto della sola erogazione del servizio invece che del prodotto che lo fornisce – ha necessita’ di un discreto lavoro dietro l’intero servizio, consistente nella raccolta di dati e dalla creazione di un database comune dove percio’ registrare i flussi di mobilità interni ad un contesto urbano; la buona riuscita del progetto consiste proprio nel poter dare diverse opportunità di “pooling” ai cittadini, di fornire più dati possibile riguardo i tratti percorsi da autovetture con disponibilità di posti.
    Nonostante tutto, pure il car pooling sta trovando più difficoltà di quante dovrebbe trovarne.
    Necessiterebbe sempre ricordare come, a volte, la cultura di una popolazione possa consistere in una barriera per queste idee o soluzioni; per talune culture l’idea di condividere il viaggio con persone sconosciute certamente non rappresenta un fattore positivo per la buona riuscita del progetto.
    A mio modesto parere, il car pooling è una politica di mobilità sostenibile che potrebbe risultare molto effettiva, proprio perché potrebbe trovare applicazione in molte semplici azioni quotidiane, come tutte le volte che andiamo a giocare a calcetto o a cena fuori in dieci utilizzando almeno 6 autovetture invece che le sole vetture necessarie. E considerando che una grandissima parte dei viaggi urbani sono effettuati da macchine con una persona sola a bordo, ecco che le quote di mercato del car pooling aumentano in prospettiva futura rispetto al suo “cugino” car sharing. Naturalmente, il concetto potrebbe cambiare nel risultato se all’iniziativa contribuisse la Regione Sardegna e così come accaduto in altre Regioni ove si stanno prospettando soluzioni differenti e innovative per la mobilità urbana per esempio in Lombardia, ove al progetto di car sharing con auto elettriche e bike sharing con biciclette elettriche a pedalata assistita stanno collaborando con Ferrovie Nord e TLN, le quali, andranno a integrare il servizio ferroviario. In sostanza, i pendolari, una volta scesi dai treni, bus etc. avranno a disposizione anche questa nuova forma di trasporto, che consentirà loro di spostarsi in maniera ecocompatibile all’interno delle città. Forse Art e CTM con la Metropolitana a cielo aperto ed altri, non godono di contributi regionali?
  5. Chiediamo ai candidati: quali azioni concrete di sostenibilità intendete promuovere nelleattività istituzionali Comunali? Ad esempio l’introduzione di mense biologiche, la sostituzione delle posate di plastica con quelle biodegradabili e il controllo dei consumi energetici nei plessi scolastici di pertinenza del Comune, auspicando l’introduzione di sistemi per l’autoproduzione energetica da fonte rinnovabile a basso costo.
    La Commissione Mondiale per l’Ambiente e lo Sviluppo (1987) ha definito lo sviluppo sostenibile come uno “sviluppo che soddisfi i bisogni del presente senza compromettere la capacita’ delle generazioni future di soddisfare i propri”. In pratica, il sistema economico, ambientale e sociale, non vanno visti come tre entita’ separate, bensì come un unico grande insieme in cui ogni persona interagisce con l’ambiente che la circonda e con altre persone. Considerato percio’ che, quando si parla di sviluppo locale si fa riferimento allo sviluppo di un sistema di relazioni tra soggetti pubblici e privati all’interno di un determinato territorio che puo’ essere piu’ o meno esteso , Regione, Provincia e Comune. Fondamentale è quindi, la pianificazione che si basa sui processi decisionali degli elementi locali e sulla loro “capacita’ di controllare”, migliorando la qualita’ della vita. Pertanto non possiamo che essere favorevoli alla introduzione di mense biologiche, alla sostituzione delle posate di plastica con quelle biodegradabili ed al controllo dei consumi energetici nei plessi scolastici di pertinenza del Comune oltre a quant’altro sia riconducibile a quanto in disamina, auspicando certamente l’introduzione di sistemi per l’autoproduzione energetica da fonte rinnovabile a basso costo, da chiunque siano concretamente proposti nell’interesse della collettivita’ cagliaritana.
  6. Che misure intendono adottare i candidati per valorizzare ed eventualmente ampliare uno degli elementi urbani di primaria importanza per la qualità della vita: il verde pubblico?
    Sappiamo che Cagliari è una delle Città più verdi d’Italia, per questo bisogna agire per curare, difendere, valorizzare, ampliare tali risorse in un criterio di sistema delle aree verdi e dei parchi, non trascurando il patrimonio lagunare e ambientale delle aree umide di S. Gilla e Molentargius e che debbono costituire elemento particolare di attrazione turistica per la nostra città marittima, ubicata tra i poli turistici di Pula e Villasimius. Il Parco di Molentargius e lo Stagno di S. Gilla, necessitano di progetti, finanziati magari con fondi comunitari, di bonifica che ne permettano la loro valorizzazione a scopi turistici e produttivi. La riqualificazione delle aree ad esso prospicienti come S. Paolo, Fangario oppure il Villaggio dei Pescatori necessitano dell’eliminazione delle discariche abusive, la bonifica ambientale delle attività industriali e dei depositi di carburante, del fascio tubiero Rumianca. La realizzazione di impianti di illuminazione, irrigazione, antincendio e la sistemazione del Parco di Terramaini, del Parco di Monte Urpinu, del Parco di San Michele e dell’Orto dei Cappuccini. Non trascurando certamente la sistemazione delle aree verdi in via Flavio Gioia, via Righi-Archimede-Euclide-piazza Pitagora, via dell’Abbazia-via Oslo, dell’area del cimitero di Pirri, delle aree prospicienti il Castello, del lungomare Colombo e della pineta di Su Siccu. La realizzazione del Parco Archeologico-ambientale di Tuvixeddu-Tuvumannu e le aree che erano nella disponibilità del Demanio Militare, in particolare della Sella del Diavolo, sulle quali, tornata la fruibilità dei cagliaritani, utili si rileverebbero la realizzazione di percorsi naturalistico-ambientali e archeologici progettati per valorizzare al meglio l’esclusivita’ dell’ambiente naturalistico del nostro territorio e testimonianze della nostra storia.
  7. La raccolta differenziata è un nodo centrale per la sostenibilità ambientale. Chiediamo ai candidati: in quale maniera ritenete di poter incrementare la percentuale di raccolta differenziata?
    Riteniamo che la soluzione possa anche consistere nel far sparire i cassonetti dell’immondizia attualmente dislocati sul territorio, promuovendo il servizio di raccolta differenziata porta a porta nell’ambito del comune di Cagliari. In questo modo, cambiando in modo rivoluzionario la metodologia della raccolta dei rifiuti, contiamo di modificare l’aspetto stesso della città di Cagliari. Certamente anche sulla base delle esperienze già in atto in territorio nazionale, è stato constatato che Il sistema migliore per conseguire alte percentuali di separazione sulla raccolta differenziata, riteniamo sia quello del porta a porta.Facciamo affidamento sulla sensibilità della cittadinanza per raggiungere elevate percentuali di differenziata che ci permetta di contenere i costi ma contemporaneamente sia in linea con la sostenibilità dell’ambiente e propedeutica allo sviluppo della cultura del recupero e del riciclo.
  8. La disponibilità di campi da gioco (in particolare calcio e pallacanestro) rappresentano un’occasione fondamentale di socializzazione per bambini e ragazzi ma in città sono quasi completamente scomparsi Chiediamo ai candidati: ritenete di dover destinare piccoli spazi urbani a campi da gioco utilizzabili gratuitamente?
    Certamente, Sport, Cultura e Salute vanno di pari passo. La sistemazione degli impianti sportivi già esistenti o la loro eventuale trasformazione, es. Stadio Comunale di S. Elia, con l’individuazione di aree demaniali da destinare a spazi o campi da gioco, perchè le attività sono tante, è per noi di fondamentale importanza. Cio’, non solo per gli anzidetti motivi o per lo svago di chiunque in maniera ludotica, ma perchè l’attività sportiva gratuita è di particolare importanza per l’educazione del giovane che si confronta con il coetaneo figlio di altre realtà sociali. In questo modo, il confronto, consente con lo sviluppo e la crescita armonica delle future generazioni di adulti.
  9. In varie parti d’Italia e d’Europa i consigli comunali dei bambini sono una realtà e completano realmente l’azione degli amministratori e dei consiglieri. Chiediamo ai candidati: ritenete opportuno sostenere questo genere di iniziative?
    Sicuramente e per i predetti motivi, questo perchè il Consiglio Comunale dei Ragazzi o “Consiglio Comunale delle Ragazze e dei Ragazzi” (“CCR”), è un consiglio comunale costituito da un gruppo di bambini e ragazzi che si interessano delle problematiche della propria città e della propria scuola. Fondamento legislativo di questa iniziativa di partecipazione politica allargate all’infanzia si richiamano alla legge del 28 agosto 1997, n° 285. Un facilitatore adulto aiuta i ragazzi a migliorare il paese, la propria scuola: il CCR, come noto, avrebbe a disposizione una somma di denaro, affidatagli dal Comune. Come essere contrari a tale realtà, se sono espressione genuina di autodeterminazione e crescita del giovane? Senza influenze esterne e strumentali?!
  10. A Cagliari sono nati eventi pubblici di altissimo livello che fanno registrare una partecipazione sempre più ampia, in particolare festival di letteratura e di scienza. Considerata l’importanza di questi eventi, a vantaggio delle famiglie con bambini, quali misure intendete adottare per sostenere queste iniziative?
    Qualsiasi attività che consenta, anche con il contributo di associazioni o enti in grado di gestire le diverse attività culturali del territorio che comunque le valorizzino tanto da, magari se si riuscisse a far pertecipare le famiglie a prezzi scontati e convenienti. Tanto da incentivare non solo gli appuntamenti, ma la partecipazione dell’unità elementare della società: la famiglia. Così, da non frustrarla per la spesa che complessivamente dovrebbe sostenere per la partecipazione.
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